Ristrutturare casa nel 2026: dal 3 agosto cambiano le regole sulle rinnovabili

Pubblicato il 9 settembre 2026 alle ore 15:17

Ristrutturare casa significa fare i conti con materiali, impianti, tempi e costi.

Ma dal 3 agosto 2026 c’è un elemento in più da conoscere prima di definire un progetto.

Sono diventate operative nuove disposizioni sull’integrazione delle fonti rinnovabili negli edifici, introdotte dal D.Lgs. 5/2026.

E la novità non riguarda soltanto le nuove costruzioni.

Le regole coinvolgono anche alcune tipologie di ristrutturazione.

Per gli edifici privati, la quota minima prevista cambia in base al tipo di intervento:

• 60% per le nuove costruzioni;

• 40% per le ristrutturazioni importanti di primo livello;

• 15% per le ristrutturazioni importanti di secondo livello, secondo i consumi individuati dalla normativa;

• 15% per le ristrutturazioni dell’impianto termico, secondo i consumi individuati dalla normativa.

Ma attenzione.

Questo non significa che qualsiasi lavoro eseguito in casa faccia automaticamente scattare questi obblighi.

Ed è proprio qui che la questione diventa importante anche per chi deve comprare casa.

Dire “questa casa è da ristrutturare” non basta.

Prima bisogna capire quali lavori saranno realmente necessari e come verranno classificati tecnicamente.

Anche quando si interviene sull’impianto termico bisogna distinguere le diverse situazioni: la semplice sostituzione di un generatore non equivale automaticamente alla ristrutturazione dell’intero impianto.

Per questo ogni intervento deve essere valutato nello specifico dal professionista incaricato.

Perché la classificazione dei lavori può incidere sul progetto, sugli impianti da realizzare, sulle tecnologie necessarie e, alla fine, anche sul costo complessivo dell’operazione.

Facciamo un esempio.

Trovi una casa a 150.000 euro.

La visiti, ti piace e pensi che con altri 70.000 euro di lavori possa diventare la casa che stai cercando.

Il primo calcolo viene quasi spontaneo:

150.000 + 70.000 = 220.000 euro.

Ma sei sicuro che quei 70.000 euro comprendano davvero tutto ciò che sarà necessario?

Prima di decidere bisogna verificare lo stato dell’edificio, gli impianti esistenti, gli interventi necessari, gli obblighi applicabili e il progetto che servirà per rispettarli.

Solo allora possiamo iniziare a capire quale sarà il costo reale dell’operazione.

Ed è questo il punto.

Quando acquistiamo una casa da ristrutturare, il prezzo dell’immobile è soltanto il primo numero.

Il secondo è il preventivo dei lavori.

Ma ciò che conta davvero è il risultato di tutte le verifiche fatte prima.

Perché una normativa nuova può cambiare un progetto.

Un progetto può cambiare gli impianti.

E gli impianti possono cambiare il budget.

Dal 3 agosto 2026 c’è quindi una ragione in più per non partire semplicemente dal prezzo della casa o da una stima sommaria della ristrutturazione.

Prima si verifica.

Poi si costruisce il budget.

E solo dopo si decide.

CasaATreviso — Metodo UR

Prima la persona, poi la casa.

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