La domanda è debole. Allora perché i venditori non abbassano i prezzi?

Pubblicato il 7 settembre 2026 alle ore 05:08

La domanda è debole. Allora perché i venditori non abbassano i prezzi?

C’è qualcosa che, a prima vista, sembra non tornare nel mercato immobiliare italiano del 2026.

La domanda di abitazioni è contenuta.

Le compravendite intermediate dalle agenzie sono leggermente diminuite rispetto a un anno prima.

La crescita dei prezzi sta rallentando.

Eppure:

i tempi di vendita restano molto bassi.

E soprattutto:

gli sconti rispetto ai prezzi richiesti rimangono sui livelli minimi dall’inizio della rilevazione.

Lo rileva la Banca d’Italia nel Sondaggio congiunturale sul mercato delle abitazioni relativo al secondo trimestre 2026, pubblicato il 12 agosto. �

Banca d'Italia

Quindi la domanda diventa inevitabile:

SE I COMPRATORI NON STANNO AUMENTANDO, PERCHÉ I VENDITORI NON DEVONO CONCEDERE SCONTI MAGGIORI?

La risposta potrebbe trovarsi dall’altra parte del mercato.

Nell’offerta.

NON STA DIMINUENDO SOLTANTO LA DOMANDA

Il dato della Banca d’Italia contiene infatti un secondo elemento fondamentale.

Nel secondo trimestre 2026:

la domanda rimane contenuta

ma contemporaneamente:

l’offerta di abitazioni continua a ridursi. �

Banca d'Italia

Ed è questa combinazione che cambia completamente la lettura.

Se diminuiscono i compratori ma diminuiscono ancora di più le case disponibili, il mercato non è necessariamente costretto ad aumentare gli sconti.

Pensiamo a un esempio semplicissimo.

Ci sono:

10 compratori

e

20 case adatte.

Il compratore ha molte possibilità.

Ma immaginiamo invece:

8 compratori

e

5 case realmente adatte.

La domanda è diminuita.

Eppure la competizione per quelle cinque case può essere ancora forte.

Naturalmente è solo un esempio teorico.

Ma serve a capire il principio.

IL MERCATO NON È FATTO SOLTANTO DALLA DOMANDA. È IL RAPPORTO TRA DOMANDA E OFFERTA CHE CONTA.

E I NUMERI LO CONFERMANO

Secondo il sondaggio Banca d’Italia relativo al secondo trimestre 2026:

i prezzi di vendita mostrano un rallentamento della crescita;

i margini di sconto sui prezzi richiesti rimangono sostanzialmente stabili e sui livelli minimi dall’inizio della rilevazione;

i tempi di vendita rimangono anch’essi sui livelli minimi della serie;

le compravendite intermediate dalle agenzie registrano una lieve riduzione sullo stesso trimestre dell’anno precedente;

la domanda resta contenuta;

l’offerta continua a diminuire. �

Banca d'Italia +1

Non c’è quindi un unico indicatore capace di raccontare il mercato.

Se guardiamo soltanto la domanda possiamo pensare:

“Il mercato si sta indebolendo.”

Se guardiamo soltanto gli sconti possiamo pensare:

“I venditori hanno un enorme potere.”

Se guardiamo soltanto i tempi di vendita possiamo concludere:

“Le case volano via.”

Tutte letture incomplete.

Serve guardare i dati insieme.

UN ANNUNCIO NON È NECESSARIAMENTE UNA VERA ALTERNATIVA

Qui arriviamo al punto che interessa CasaATreviso.

Immaginiamo di aprire un portale immobiliare e trovare:

200 ANNUNCI.

Potremmo pensare:

“C’è tantissima scelta.”

Ma quante di quelle 200 case sono realmente alternative per la stessa persona?

Una famiglia cerca:

tre camere;

ascensore;

garage;

zona Montebelluna;

budget massimo 250.000 €;

immobile abitabile;

nessun intervento importante.

Delle 200 case iniziali potrebbero rimanerne:

 

Poi eliminiamo quelle fuori zona.

 

Quelle fuori budget.

 

Quelle che richiedono lavori importanti.

 

Quelle con caratteristiche incompatibili.

Magari ne restano tre.

Quindi sul portale vedevamo 200 annunci.

Ma per quella famiglia:

L’OFFERTA REALE ERA TRE CASE.

Ed è questa differenza che dobbiamo iniziare a misurare.

NASCE IL CONCETTO DI “OFFERTA EFFETTIVA”

Nel nostro Osservatorio abbiamo già cominciato a distinguere:

offerta futura;

offerta realmente costruita;

unità commercializzate;

unità ancora disponibili.

Ora dobbiamo fare un altro passo.

OFFERTA VISIBILE ≠ OFFERTA EFFETTIVA

Con offerta visibile intendiamo tutto ciò che appare sul mercato.

Con offerta effettiva vogliamo invece capire quante case rappresentano una vera alternativa per una determinata domanda.

Non esiste un numero universale.

Dipende dal segmento.

Per esempio:

TRILOCALI

TRE CAMERE

CASE INDIPENDENTI

NUOVE COSTRUZIONI

IMMOBILI SOTTO 200.000 €

IMMOBILI CON GIARDINO

APPARTAMENTI CON ASCENSORE

Ogni segmento può avere un equilibrio completamente diverso.

MONTEBELLUNA POTREBBE AVERE TANTI ANNUNCI E POCA OFFERTA

Facciamo un’altra ipotesi.

Supponiamo che un giorno rileviamo a Montebelluna:

150 immobili pubblicizzati.

Quel numero da solo non dice se il mercato offre molta scelta.

Dobbiamo sapere:

quanti sono duplicati tra portali;

quanti sono realmente ancora disponibili;

da quanto tempo sono pubblicati;

quanti hanno già una proposta;

quanti sono fuori prezzo;

quanti richiedono interventi importanti;

quali tipologie rappresentano.

Potremmo scoprire che esiste molta offerta in una fascia.

E pochissima in un’altra.

Il mercato non è uno solo.

PERCHÉ GLI SCONTI POSSONO RESTARE BASSI?

Ci sono diverse possibili spiegazioni.

Una è proprio la scarsità dell’offerta.

Ma non è l’unica.

Può incidere anche una migliore capacità di posizionare correttamente gli immobili.

Se una casa viene proposta inizialmente a un prezzo molto vicino a quello che il mercato è disposto a riconoscere, non sarà necessario uno sconto elevato.

Pensiamo a due immobili identici.

CASA A

Valore di mercato ipotetico: 200.000 €

Richiesta: 250.000 €

Venduta a 205.000 €.

Sconto:

45.000 €.

CASA B

Valore di mercato ipotetico: 200.000 €

Richiesta: 210.000 €

Venduta a 202.000 €.

Sconto:

8.000 €.

La casa B ha ottenuto uno sconto molto più piccolo.

Ma non significa necessariamente che il venditore avesse più potere.

Potrebbe semplicemente essere partita da un prezzo più realistico.

Per questo anche il dato sullo sconto va interpretato.

“HA VENDUTO SUBITO, QUINDI HA CHIESTO TROPPO POCO”

È un’altra frase molto diffusa.

Una casa viene venduta rapidamente.

E qualcuno dice:

“Se l’hanno venduta così in fretta significa che potevano chiedere di più.”

Non necessariamente.

Un tempo breve sul mercato può significare:

prezzo corretto;

immobile molto richiesto;

zona con poca offerta;

caratteristiche rare;

buona presentazione;

documentazione pronta.

Oppure una combinazione di tutti questi elementi.

Vendere velocemente non significa automaticamente svendere.

Esattamente come restare online per un anno non significa automaticamente avere una casa di grande valore.

IL PREZZO NON È UNA GARA A CHI PARTE PIÙ ALTO

Per un proprietario questo è fondamentale.

Immaginiamo due strategie.

STRATEGIA 1

“Mettiamola alta, tanto poi trattiamo.”

STRATEGIA 2

“Cerchiamo di capire quale fascia di domanda può realmente competere per questo immobile.”

Nel primo caso il proprietario ragiona soltanto sulla trattativa.

Nel secondo ragiona sul mercato.

E sono due cose diverse.

Un prezzo iniziale troppo alto può:

ridurre il pubblico interessato;

allungare la permanenza;

generare successive riduzioni;

far percepire l’immobile come “fermo”.

Ma non dobbiamo trasformare nemmeno questo in una regola assoluta.

Il prezzo corretto dipende sempre dall’immobile e dal mercato specifico.

LA DOMANDA DEBOLE NON COLPISCE TUTTE LE CASE ALLO STESSO MODO

Questa è forse la distinzione più importante.

Banca d’Italia ci fornisce una fotografia nazionale attraverso un sondaggio presso operatori immobiliari. �

Banca d'Italia

Ma a livello locale possono esistere mercati completamente diversi.

A Montebelluna potremmo avere, per esempio:

molti immobili grandi da ristrutturare;

pochi appartamenti recenti;

pochissime case indipendenti in una certa fascia;

molto nuovo sopra determinati prezzi.

Quindi possiamo avere contemporaneamente:

un segmento con domanda debole

e

un segmento con persone che competono per pochissime alternative.

Per questo non vogliamo mai dire:

“Il mercato di Montebelluna sta facendo X”

prima di avere misurato Montebelluna.

COSA DOBBIAMO INIZIARE A RILEVARE?

Per costruire l’Offerta Effettiva Montebelluna, il Radar dovrebbe osservare periodicamente:

STOCK TOTALE

Quanti annunci risultano disponibili?

NUOVI INGRESSI

Quanti nuovi immobili compaiono?

USCITE

Quanti vengono rimossi?

Attenzione: rimozione non significa automaticamente vendita.

RIDUZIONI DI PREZZO

Quanti annunci modificano la richiesta?

TEMPO DI PERMANENZA

Da quanto tempo sono sul mercato?

TIPOLOGIA

Bilocale, trilocale, tre camere, indipendente, nuovo, usato.

FASCIA DI PREZZO

Dove si concentra l’offerta?

CARATTERISTICHE

Garage, giardino, ascensore, stato, classe energetica.

Poi possiamo fare ciò che conta davvero:

INCROCIARE OFFERTA E DOMANDA.

FACCIAMO UN ESEMPIO LOCALE

Supponiamo di osservare per tre mesi consecutivi:

20 appartamenti con due camere.

Sembra esserci una buona disponibilità.

Ma poi scopriamo che:

8 sono sopra i 300.000 €;

5 necessitano di lavori importanti;

4 sono senza garage;

2 hanno caratteristiche poco richieste.

Resta:

1 solo immobile nella fascia più ricercata.

La statistica iniziale diceva:

20 appartamenti.

Il cliente ne percepisce:

uno.

Questa è l’Offerta Effettiva.

ED È QUI CHE POSSIAMO CAPIRE ANCHE I PREZZI

Se in un segmento esistono:

molti potenziali compratori

e

pochissime alternative reali,

il venditore potrebbe riuscire a mantenere maggiormente il proprio prezzo.

Se invece ci sono:

pochi compratori

e

molti immobili molto simili,

la concorrenza tra proprietari aumenta.

Il prezzo non nasce semplicemente dalla volontà del venditore.

Nasce dal rapporto con le alternative.

PER CHI COMPRA

Conoscere l’offerta effettiva cambia completamente il comportamento.

Se esistono dieci alternative realmente equivalenti, puoi:

confrontare;

prendere tempo;

negoziare maggiormente.

Se esiste un’unica casa realmente coerente con le tue esigenze, devi comunque controllarla bene.

Ma devi anche essere consapevole che:

potrebbero esserci altre persone interessate allo stesso prodotto raro.

Questo non significa:

“decidi subito o la perdi”.

Quella è pressione.

Significa:

CONOSCI IL MERCATO PRIMA DI DECIDERE.

PER CHI VENDE

Il proprietario dovrebbe chiedersi:

Quante case sono veramente concorrenti della mia?

Non:

“Quanti immobili ci sono su Immobiliare.it?”

Se vendi una casa indipendente con giardino, il tuo concorrente non è necessariamente un bilocale al quarto piano.

Se vendi un appartamento nuovo da 350.000 €, il tuo concorrente può essere:

altro nuovo;

una casa usata completamente ristrutturata;

una bifamiliare poco più costosa;

un progetto in consegna tra sei mesi.

La concorrenza immobiliare deve essere letta dal punto di vista dell’acquirente.

PERCHÉ QUESTO È IMPORTANTE PER CasaATreviso

Perché possiamo smettere progressivamente di dire:

“Secondo me c’è poca offerta.”

E arrivare a dire:

“In questa fascia abbiamo rilevato X immobili, Y nuovi ingressi, Z uscite e soltanto N alternative direttamente comparabili.”

Questo cambia il livello della consulenza.

Non opinione.

Informazione.

ATTENZIONE: IL DATO NAZIONALE NON È MONTEBELLUNA

È fondamentale ribadirlo.

La Banca d’Italia rileva nel secondo trimestre 2026, su scala nazionale, una domanda contenuta e un’offerta in ulteriore diminuzione. �

Banca d'Italia

Questo:

NON DIMOSTRA CHE A MONTEBELLUNA ACCADA ESATTAMENTE LA STESSA COSA.

Il dato nazionale ci fornisce una domanda da verificare localmente.

Ed è proprio questo il metodo che vogliamo utilizzare.

FATTO

Cosa dice il dato ufficiale.

INTERPRETAZIONE

Quale meccanismo potrebbe spiegare il fenomeno.

VERIFICA LOCALE

Succede anche qui?

CONCLUSIONE

Il secondo trimestre del 2026 racconta un mercato apparentemente contraddittorio.

La domanda rimane contenuta.

L’offerta continua a ridursi.

La crescita dei prezzi rallenta.

Eppure tempi di vendita e margini di sconto restano sui livelli minimi della rilevazione Banca d’Italia. �

Banca d'Italia

Non è necessariamente una contraddizione.

Perché:

NON CONTA SOLTANTO QUANTI COMPRATORI CI SONO.

Conta anche:

QUANTE CASE REALMENTE ADATTE HANNO DAVANTI.

Da oggi aggiungiamo quindi un nuovo livello all’Osservatorio CasaATreviso:

OFFERTA EFFETTIVA MONTEBELLUNA

Non soltanto:

quante case sono pubblicizzate?

Ma:

quali sono ancora disponibili?

da quanto tempo?

a quale prezzo?

quali sono realmente confrontabili?

quali tipologie scarseggiano?

quali invece sono abbondanti?

Solo allora potremo iniziare a rispondere seriamente alla domanda:

A MONTEBELLUNA C’È DAVVERO POCA OFFERTA?

Perché vedere cento annunci non significa avere cento possibilità.

E spesso il vero mercato immobiliare comincia proprio quando smettiamo di contare gli annunci e iniziamo a contare le alternative.

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Fonte principale: Banca d’Italia, “Sondaggio congiunturale sul mercato delle abitazioni in Italia – 2° trimestre 2026”, pubblicato il 12 agosto 2026. Il sondaggio ha carattere nazionale; ogni riferimento a Montebelluna rappresenta una linea di analisi da verificare attraverso il nostro Osservatorio locale e non una conclusione già dimostrata.

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