1.500 MQ DI TERRENO. MA QUANTI NE PUOI DAVVERO USARE?
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Quello che nessuno ti dice sulla casa.
“Terreno edificabile di 1.500 mq.”
Leggi un annuncio così e il primo numero che rimane in testa è inevitabilmente quello:
1.500 mq.
Ma attenzione.
Quei 1.500 mq descrivono la superficie del terreno.
Non dicono ancora quanto di quel terreno possa essere realmente utilizzato per l’operazione che hai in mente.
Perché una cosa è la superficie del lotto.
Un’altra è il suo potenziale reale.
MQ DEL LOTTO ≠ MQ REALMENTE UTILIZZABILI
Questo è uno degli errori più facili da commettere quando si guarda un terreno.
Si vede la superficie.
Si conosce una destinazione urbanistica.
E si prova immediatamente a immaginare cosa potrebbe essere costruito.
Ma tra il numero scritto sulla carta e un progetto realmente realizzabile esistono molti altri elementi.
Forma del lotto.
Accessi.
Distanze.
Strade.
Edifici confinanti.
Fasce di rispetto.
Eventuali vincoli.
Norme urbanistiche.
Caratteristiche specifiche dell’area.
E soprattutto le verifiche del tecnico competente.
Per questo 1.500 mq non significano automaticamente:
“Ho 1.500 mq a disposizione per costruire.”
LA FORMA DEL TERRENO CONTA
Prendiamo due terreni.
Entrambi misurano 1.500 mq.
Il primo ha una forma regolare.
Il secondo è lungo, stretto e irregolare.
Sulla carta la superficie è identica.
Ma la possibilità di organizzare un edificio, gli accessi, gli spazi esterni e le distanze può essere completamente diversa.
Quindi:
STESSA SUPERFICIE ≠ STESSO POTENZIALE.
Ed è già un primo motivo per cui valutare un’area soltanto in base ai metri quadrati può essere fuorviante.
POI CI SONO LE DISTANZE
Un progetto non può essere semplicemente appoggiato nel punto del terreno che preferiamo.
Esistono regole e distanze da rispettare.
Rispetto alle strade.
Rispetto ai confini.
Rispetto agli edifici.
E, a seconda della situazione, rispetto ad altri elementi presenti sul territorio.
Quali distanze valgano concretamente per quel terreno non deve stabilirlo CasaATreviso.
Serve la verifica del tecnico competente sulla base della normativa e degli strumenti urbanistici applicabili.
Ma per chi sta valutando un’operazione immobiliare è fondamentale sapere che il problema esiste.
UNA STRADA PUÒ CAMBIARE LA LETTURA DEL LOTTO
La presenza di una strada può sembrare semplicemente un vantaggio:
“Il terreno è facilmente accessibile.”
Ma dal punto di vista progettuale bisogna verificare anche altri aspetti.
Classificazione della strada.
Distanze.
Accessi.
Eventuali fasce di rispetto.
Un elemento apparentemente positivo può quindi richiedere verifiche ulteriori.
Lo stesso principio vale per altre infrastrutture o elementi presenti vicino all’area.
Ferrovie.
Cimiteri.
Corsi d’acqua.
Elettrodotti.
Infrastrutture.
Vincoli di diversa natura.
Non significa che la presenza di uno di questi elementi renda automaticamente inutilizzabile un terreno.
Significa che non possiamo ignorarlo.
FASCIA DI RISPETTO NON SIGNIFICA TERRENO INUTILE
Anche qui bisogna evitare l’errore opposto.
Scoprire che esiste una fascia di rispetto non significa automaticamente:
“Su questo terreno non si può fare nulla.”
Dipende dal tipo di fascia.
Dalla sua estensione.
Dalla posizione.
Dalle norme applicabili.
Dalla configurazione dell’area.
Dal progetto.
Sono valutazioni che spettano al professionista competente.
Il principio utile per chi sta valutando l’operazione è molto più semplice:
PRIMA DI ATTRIBUIRE UN POTENZIALE ECONOMICO AL TERRENO, DEVO CAPIRE QUALI LIMITI DEVONO ESSERE VERIFICATI.
“EDIFICABILE” NON È ANCORA UN PROGETTO
Anche la parola “edificabile” rischia di essere interpretata in maniera troppo semplice.
Dire che un terreno ricade in un’area con possibilità edificatorie non significa avere già definito:
quale edificio;
quante unità;
quali superfici;
quale disposizione;
quali accessi;
quali costi;
quali tempi;
quale fattibilità economica.
Tra terreno e operazione immobiliare c’è un percorso.
E saltare direttamente dalla superficie del lotto al possibile valore finale dell’intervento significa costruire i conti su qualcosa che non è ancora stato verificato.
IL PREZZO AL METRO QUADRATO DEL TERRENO PUÒ INGANNARE
Immaginiamo due terreni entrambi da 1.500 mq.
Uno costa 180.000 euro.
L’altro 220.000 euro.
Guardando soltanto il prezzo potremmo concludere:
“Il primo è l’affare migliore.”
Non necessariamente.
Se il secondo terreno permette, dopo le verifiche necessarie, una configurazione più funzionale per l’operazione prevista, il confronto cambia.
Questo non significa che il secondo sia automaticamente migliore.
Significa che il prezzo del terreno deve essere messo in relazione con il suo potenziale effettivamente verificato.
Per un investitore non conta soltanto:
QUANTO TERRENO COMPRO?
Conta soprattutto:
COSA POSSO REALISTICAMENTE FARE SU QUEL TERRENO?
E questa risposta non può essere inventata.
SERVE UN METODO PRIMA ANCORA DEL PROGETTO
Quando CasaATreviso individua un’area interessante, il primo lavoro non dovrebbe essere immaginare immediatamente una palazzina.
Dovrebbe essere costruire una scheda.
SUPERFICIE TOTALE
FORMA DEL LOTTO
ACCESSI INDIVIDUABILI
STRADE E INFRASTRUTTURE LIMITROFE
EDIFICI CONFINANTI
ELEMENTI DA APPROFONDIRE
VINCOLI E FASCE DA VERIFICARE
DESTINAZIONE URBANISTICA DA VERIFICARE
POTENZIALE EDIFICATORIO DA VERIFICARE
Poi arriva il passaggio fondamentale:
TECNICO COMPETENTE.
CasaATreviso può individuare l’opportunità.
Può raccogliere e organizzare le informazioni.
Può coordinare gli approfondimenti.
Ma non sostituisce il tecnico nella verifica urbanistica e progettuale.
Questa distinzione è fondamentale.
PRIMA L’OPPORTUNITÀ. POI LA VERIFICA.
Un terreno interessante può nascere anche da un’intuizione.
Una posizione.
Una forma.
Una zona che sta cambiando.
Un edificio vicino.
Un’area apparentemente sottoutilizzata.
Ma l’intuizione non deve diventare automaticamente una certezza.
Il metodo corretto è:
INDIVIDUO.
RACCOLGO.
SEGNALO I DUBBI.
FACCIO VERIFICARE.
SOLO DOPO VALUTO L’OPERAZIONE.
È esattamente qui che il Centro Studi può aiutare CasaATreviso.
IL RADAR AREE NON DEVE CERCARE SOLTANTO TERRENI IN VENDITA
Un vero Radar delle opportunità non dovrebbe limitarsi agli annunci.
Può progressivamente osservare anche aree sottoutilizzate, edifici da recuperare, lotti particolari e situazioni territoriali che meritano un approfondimento.
Ma ogni segnalazione deve avere due categorie chiaramente separate:
QUELLO CHE SAPPIAMO
e
QUELLO CHE DEVE ESSERE VERIFICATO.
Se sappiamo che il terreno misura 1.500 mq, scriviamo 1.500 mq.
Se vediamo una strada confinante, la segnaliamo.
Se non conosciamo l’esistenza o l’estensione di una fascia di rispetto, scriviamo:
DA VERIFICARE.
Non inventiamo la risposta.
È molto più professionale una casella vuota che una certezza falsa.
IL VERO VALORE NON È TROVARE UN TERRENO
È capire se può diventare un’operazione.
Ed è una differenza enorme.
Un annuncio può dirti quanti metri quadrati stai comprando.
Una verifica può iniziare a dirti cosa quei metri quadrati possono realmente diventare.
Per questo, quando leggi:
“Terreno edificabile da 1.500 mq”,
non fermarti al numero.
La domanda successiva è quella che conta davvero:
“DI QUESTI 1.500 MQ, QUAL È IL POTENZIALE REALE DELL’AREA?”
La risposta non arriva da un annuncio.
Arriva dalle verifiche.
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Prima la persona, poi la casa.
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